PAMphlet

Rurale!
di Étienne Davodeau
La brutta gente
di Étienne Davodeau
Due cuori e una capanna
di Diamante & Bacilieri, Bellasio, Fenoglio, Talia, Tirana
Amare stagioni
di Étienne Schréder
Un fascio di bombe
di Castelli, Gomboli & Manara
Un uomo è morto
di Kris & Étienne Davodeau

Amare stagioni

Uno dei fumetti, uno dei libri più toccanti che avrete mai letto.
"Mi chiamo Étienne e sono un alcolista...". Nel penitenziario in cui è impiegato, Étienne beve, perso "in una labile frontiera fra ordine e disordini". In contrasto con i superiori, è costretto alle dimissioni. Rapidamente, inizia a precipitare in una caduta senza fine. Si ritrova fra gli emarginati, sulla strada, inseguendo le sue sbornie in una deriva progressiva: Toulon, Marsiglia, Parigi...
Pochi fumetti hanno trattato il tema dell'alcoolismo: Amare stagioni lo fa con una commistione rara di pudore e sincerità, ironia e commozione.
Étienne Schréder arriva al fumetto professionistico dopo varie esperienze, compresi diversi anni come alcolista e clochard. Amare stagioni è il risultato di quindici anni di prove e di interrogativi sulle esigenze del fumetto autobiografico: è tale il coinvolgimento che sa creare, che rimarrà nel lettore non soltanto come un libro memorabile, ma come un'esperienza vissuta.
Come scrive nella prefazione François SCHUITEN, uno dei massimi autori europei, questa pietra miliare della graphic novel autobiografica, nuova prova dell'efficacia del linguaggio fumettistico, è un viaggio "dal quale si esce indubitabilmente un po' diversi", "UN LIBRO RARO".
L'Association des Critiques et journalistes de Bande Dessinée ha inserito Amare stagioni fra gli "Indispensabili dell'estate" e nella rosa dei candidati al Gran Premio della Critica.

Qui di seguito vi offriamo la prefazione di François Schuiten, le prime tavole e altre immagini.


UN LIBRO RARO

Esistono temi narrativi che si nascondono a lungo, si defilano, prendono forme differenti, procedono mascherati o adottano arzigogolate metafore così che spesso non mostrano che parzialmente la loro portata. Sono così scottanti, così intensi, così rischiosi da raccontare che bisogna aspettare pazientemente per affrontarli con una qualche serenità. Covano silenziosamente, si preparano nell'ombra, ma un giorno il desiderio di condividerli si impone e diventa insopprimibile: occuparsene diventa allora un'urgenza. Se ci fosse tempo per un unico racconto soltanto, non potrebbe essere che quello.

Amare stagioni fa parte di questi libri per diversi motivi. Questa lunga immersione ha impiegato molto tempo per essere, se non compresa, quantomeno lucidamente assunta. Avventurarsi in un simile passato, tornare una volta ancora su quei vecchi demoni richiedeva una distanza veramente difficile da trovare...

Convivere con il proprio passato è una cosa, raccontarlo è un'altra. Occorre trasformarsi in alchimista e intavolare negoziati con se stesso. Da dove cominciare? Bisogna dire tutto?
Da quale angolazione rivelare cose tanto profondamente sepolte?
Ho seguito con complicità le riflessioni di Étienne Schréder. Ho visto la sua evoluzione durante tutti questi anni di gestazione e di realizzazione. È un viaggio doloroso dal quale si esce indubitabilmente un po' diversi. Perché porta alla luce un'intimità estremamente conturbante e, soprattutto, fa deflagrare un muro protettivo costruito con infinita pazienza. Ne nasce un libro ispirato e fragile, una tappa improcrastinabile e necessaria per il suo autore e, per noi lettori, un libro raro.

François Schuiten


Étienne Schréder (1950) debutta nel fumetto a 40 anni, e i motivi di questo debutto tardivo sono in parte spiegati proprio in Amare stagioni. Inizia a pubblicare sulla storica rivista (A suivre), e nel 1998 pubblica La couronne en papier doré, un primo trattamento, estremamente metaforico, del tema dell'alcool. Ha realizzato poi, principalmente per Casterman e Glènat, diversi libri a fumetti, fra i quali Le vol d'Icare e Mary par une nuit de novembre.

Étienne Schréder
Amare stagioni
224 pagine in carta patinata opaca
Copertina 300 g/m2, plastificata opaca
17x24 cm
Brossurato, rilegato a filo refe
22,90 euro
ISBN 978-88-95374-11-6



Rassegna stampa



Su Radio3 RAI, durante la trasmissione Farhenheit di mercoledì 27 ottobre 2010, è andata in onda un'intervista su Amare stagioni, con Giuseppe Peruzzo, traduttore del volume.

Uscire dall'alcol si può? Rispondono le strisce
Quando si dice non menar il can per l'aia: "Mi chiamo Étienne e sono un alcolista". Pum! Colpiti: impossibile dopo non lasciarsi sprofondare dentro l'odissea vissuta personalmente dall'autore. E via via che si divorano le pagine, mano a mano che la discesa agli inferi si fa sempre più pesante, ci si aggrappa al pensiero consolatorio che, se è riuscito a disegnare la sua storia, Étienne Schréder dal gorgo dell'alcolismo dev'esserne sicuramente uscito una volta per tutte. Svicolando dalla tentazione di raccontarvi il finale, nella speranza di suscitare ancor più curiosità, diciamo solo che non è esattamente così. A metà del libro, in uno dei ripetuti momenti di impietosa quanto lucida autoanalisi (dopo i quali sembra impossibile possa tornare nuovamente a disfarsi nell'alcol eppure accade), dice: "Sabotarsi con il bere, tanto l'idea di riuscita è spaventevole... Ecco un'interpretazione calzante del mio alcolismo". Il brutto è che a guardarsi intorno l'idea di riuscita deve essere spaventevole per una moltitudine di persone.
C. Bertini, Il Fatto, 15 luglio 2010

(...) Per l'attinenza al tema e per il pudore nell'affrontarlo, Amare stagioni segnerà per lungo tempo il romanzo a fumetti autobiografico.
C.-L. Detournay, ActuaBD.com

La letteratura, al pari di cinema, pittura e musica, ha spesso frequentato l'abisso dell'alcolismo, ricavandone capolavori quali Sotto il vulcano di Malcolm Lowry, dallo stesso autore definito una Divina Commedia Ubriaca, o La Leggenda del Santo Bevitore, il mistico testamento di Joseph Roth. Nella maledizione alcolica di molti dei protagonisti del mondo dell'Arte e della Cultura, come per esempio Kerouac, Hemingway, London o Modigliani, si sono riflesse intere generazioni insofferenti a società di cui non condividevano valori e stili di vita. Pochi sono invece gli autori di fumetto la cui vita etilica è diventata leggenda.
Ancora più rare sono le storie a fumetti che, come il romanzo autobiografico Amare stagioni, fanno dell'alcolismo il loro tema principale. La ruvida sincerità con cui l'autore belga racconta il proprio pellegrinaggio etilico, interrotto un attimo prima di arrivare alla completa disintegrazione psicofisica, ha favorito l'inclusione del libro nella rosa dei romanzi grafici in competizione per il Grand Prix de la Critique 2009. Indeciso sulla forma da dare alla storia (fiction, humour, allegoria...) Étienne Schréder ha impiegato ben 14 anni per farla maturare al punto voluto. Scelta infine la soluzione del diario autobiografico raccontato in prima persona, ha sfogato il suo calvario etilico in una confessione fiume che l'ha portato a terminare il libro in un mese e mezzo, con un segno tracciato di getto, energico e sommario, ma con una narrazione sempre attenta alla regia. (...) "Nella miseria non c'è solidarietà" è l'amara constatazione dell'autore. Schréder si sente continuamente fuori posto sia nella sicurezza sociale garantita dal suo lavoro (che finisce per perdere), sia nella precaria condizione di barbone (in cui finisce per scivolare), dalla quale si differenzia mantenendo una condotta di borghese perbene. Anestetizza quindi questo senso di alienazione con l'alcol, inseguendo l'abisso di cantina in cantina, di ospedale in ospedale, di marciapiede in marciapiede. Questa Via Crucis alcolica viene descritta con una sorprendente lucidità, come vi fosse da parte dell'autore una sorta di narcisistico compiacimento alla metodica e fatalista ricerca dell'autodistruzione: "Sono così perché sono nato già alcolizzato" si giustifica più volte Schréder. (...)
S. Oliva, Fumo di China

"Il bicchiere che ho lasciato là, mezzo vuoto, sarà davvero l'ultimo. » il 15 gennaio 1984. Domani, compirò trentaquattro anni."
25 agosto 2007: "Ho mentito... Dicendo che quel bicchiere del 15 gennaio sarebbe stato l'ultimo, ho mentito... per avere un bel finale. Otto anni, quasi esattamente lo stesso giorno, ci ricadevo. Una ricaduta breve ma sferzante. Pochi giorni appena sono bastati per ritrovare la malattia là dove l'avevo lasciata..."
"So che mio padre teneva un diario privato; e so anche che mia madre ha fatto sparire quel documento. Ancora oggi mi spiace di non aver potuto conoscere mio padre per quello che era, e non voglio che questo accada ai miei figli."
Con queste frasi si conclude una delle più belle storie scritte negli ultimi anni. Parlo di Amare Stagioni, fumetto scritto da Étienne Schréder ed edito dalla Q Press.
Questo volume parla dei trascorsi dell'autore, e in particolare del suo problema con l'alcool, di come gli ha reso impossibile la vita, anzi, di come si è autodistrutto da solo e di come, piano piano, la vita, gli ha dato una seconda chance.
Étienne infatti si è riscattato grazie al fumetto e alla voglia di scrivere, e ci ha regalato un'autobiografia semplicemente emozionante: un viaggio nella sua esperienza autodistruttiva, nei vicoli delle città, nelle periferie, nei ghetti, in tutte quelle zone degradate piene di persone che urlano aiuto, ma che non trovano nessuno disposto ad ascoltare quel grido.
L'autore, entrato nel mondo del fumetto professionistico tardi, a circa quarant'anni, anche a causa dei problemi sopra descritti, ha fatto un lavoro splendido e di una difficoltà immensa, poiché è riuscito a spogliare il suo animo raccontandolo in maniera tanto intensa quanto lucida. Leggendolo si ha quasi la sensazione che l'autore voglia scusarsi con la sua famiglia, ma soprattutto con se stesso per ciò che si è fatto.
Nella storia Étienne racconta la sua esperienza da clochard, all'epoca degli anni vissuti ai margini delle grandi città francesi quali Tolone, Marsiglia e ovviamente Parigi.
Nel raccontare e nell'affrontare queste tematiche, viene fuori la fragilità dell'uomo, di come a volte si è in balia degli eventi, incapaci di opporsi; proprio qui sta l'immensa difficoltà nello scrivere un testo di questa natura, nel raccontare il proprio passato, perché l'autore per poterlo fare, ha dovuto riaffrontare tutti i suoi demoni, un'altra volta, creando una sorta di muro trasparente per riosservare la sua vita passata senza ricadere in tentazione.
Amare Stagioni rientra nella collana PAMphlet della Q Press, e vale davvero i 22,90 euro che costa, per tutte le sue 221 pagine. Non fatevi spaventare dal prezzo, è un libro emozionante che dovete assolutamente leggere.
L'Association des Critiques et journalistes de Bande Dessinée ha inserito questo gioiellino nella rosa dei candidati al Gran premio della critica, uno dei massimi riconoscimenti d'oltralpe.
Concordo pienamente con la prefazione di FranÁois Schuiten nel definirlo un libro raro; in effetti son poche le testimonianze fumettistiche contro la dipendenza alcolica, e sono ancora meno gli albi che ci fanno immergere e coinvolgere cosÏ intensamente.
» davvero un libro che merita di essere acquistato, letto e riletto più volte; è un libro che getta una luce sulle difficoltà date da una dipendenza, di qualunque tipologia sia, di come questa stessa dipendenza possa portare alla rovina. Un viaggio unico ed emozionante.
S. Balbo, Ondequadre
http://www.ondequadre.polito.it:80/magazine_articolo.php?id_articolo=918

Un viaggio estremo attraverso líalcolismo, lungo sentieri aridi percorsi da clochard, alla ricerca della vita, al di là di sé.
Étienne Schréder arriva al fumetto professionistico a 40 anni, dopo varie esperienze, compresi i diversi anni come alcolista e clochard raccontati in Amare stagioni, con una commistione rara di pudore e sincerità, ironia e commozione.
È un libro duro Amare stagioni, duro e difficile da mandar giù come certi magoni. È delicato ñ invece ñ nello stile di disegno, líautore belga: intimo, mai eccessivo. Una biografia a fumetti che è allo stesso tempo un grande romanzo díavventura.
Ha un lavoro di responsabilità Étienne: funzionario in un penitenziario. Ma è un recluso egli stesso, prigioniero dei ricordi e dellíalcol. Da uomo, Étienne, è tanto vicino ai suoi detenuti quanto distante dai suoi superiori. Il divario è incolmabile, il direttore del carcere lo sa bene e coglie il primo pretesto per costringerlo alle dimissioni. Così il protagonista inizia un lungo pellegrinaggio per la Francia, lungo i suoi vicoli più bui, per i bar più squallidi. Una vita da clochard. Non è se stesso che cerca Étienne: è se stesso quando è sbronzo e quando, ubriaco, si sente vivo nellíabbraccio di un amico o fra le gambe di una donna o, ancora, nel sorso che prelude al sonno. È perduto quando finisce la bottiglia, un poí come quando un amico parte. Non è un nuovo lavoro quello che desidera e non è perdere la dignità quello di cui ha paura. La paura è un lusso della piccola e media borghesia, uno dei tanti, e neanche dei peggiori. È un viaggio doloroso quello di Étienne, nella sua carne misera e malridotta prima ancora che nella sua misera e malridotta società. Una storia che è testimonianza autentica di disagio ed emarginazione che giunge in Italia grazie al meticoloso lavoro di traduzione operato da Giuseppe Peruzzo per la sua Q Press.
M. Laggetta, Fumetto d'autore
http://www.fumettodautore.com/recensioni/969-amare-stagioni

Q Press è un piccolo editore di Torino che spesso importa dal mercato francese autori assai interessanti: primo a pubblicare in italiano grandi autori contemporanei come Manu Larcenet, Blutch e Étienne Davodeau. Anche Schréder - sessantenne autore belga nato professionalmente nei Novanta, sulle pagine della defunta (À suivre) - è una novità, e si presenta all'Italia con la sua opera più recente e personale, graphic memoir in linea con la moda del momento. In Amare stagioni, il protagonista ricorda a se stesso il fatto più importante della sua vita. "Mi chiamo Étienne e sono un alcolista", l'incipit. Questa formula standard, con cui secondo tradizione ci si presenta alla terapia di gruppo degli Alcolisti Anonimi, è pure un efficace riassunto dell'intera opera. Amare stagioni non fornisce spiegazioni né soluzioni. Semplicemente, dice che bere significa bere, e nient'altro. Il resto è poco più che rumore di fondo: abbandonare la casa e il lavoro, diventare clochard, vivere di espedienti tra parchi, luridi angoli di strada, stazioni di polizia e ospedali. (...) E ogni critica "tecnica" è fuori luogo, considerando quanto può essere difficile per un uomo venire a patti con simili fantasmi. Resta una testimonianza importante.
M. R. Serra, Linus














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