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humour

Blotch

1 - Il re di Parigi
2 - Di fronte al proprio destino

Il re di Parigi

Presuntuoso, ipocrita, razzista, megalomane: un irresistibile ritratto d'artista nella Parigi degli anni '30. Blotch è un mediocre disegnatore umorista della rivista Fluide Glacial, eppure la sua presunzione è sconfinata: tanto da porlo in situazioni grottesche, paradossali, di irresistibile umorismo. Dando al personaggio il proprio pseudonimo, appena modificato, Blutch crea una forma di autobiografia scaramantica (unendo nel divertimento diversi colleghi, sino a Hergé), a voler scacciare le tentazioni di presunzione che facilmente seducono molti, artisti e non. Il volume ha ricevuto il Premio per il Miglior Album Umoristico al Festival di Angoulême.


Blotch
Di fronte al proprio destino


Con il secondo e ultimo volume delle sue disavventure, sempre autoconclusive, il personaggio di Blotch, forte di tutta la sua umana fragilità, assurge alla statura di vera, modernissima maschera comica, o tragicomica, sberleffo finale a ogni arroganza e ipocrisia.
Blotch tenta ora di mirare all'Arte con la a maiuscola. E rischia di perdere il lavoro e la devota ma non troppo sottomessa fidanzata. Ma sarà lei che in qualche modo lo salverà...
Un personaggio, un segno, un umorismo irresistibili.


Blutch (1967) inizia a collaborare professionalmente con la rivista Fluide Glacial, divenendone presto una delle colonne. Lí raggiunge l'apice della sua inconfondibile maestria nell'uso del pennello proprio con Blotch, dove il segno si sposa con la narrazione con straordinaria, aderentissima efficacia.
La sua ricerca stilistica si indirizza anche verso il realismo e l'onirico con Peplum, libero adattamento del Satyricon di Petronio, Mitchum e La volupté. Collabora anche come illustratore per diverse importanti testate, da Libération al New Yorker. Blotch è l'autore di uno dei sette episodi del lungometraggio di animazione Peur(s) du noir (gli altri sono di Mattotti, Burns, Dupuy & Berberian...).
È uno dei segni più interessanti e affascinanti del fumetto contemporaneo, e viene per la prima volta presentato in Italia con Blotch.
Blutch è il presidente, eletto dai precedenti Grand Prix, dell'edizione del 2010 del Festival International de la Bande Dessinée di, ovvero ha ricevuto il Grand Prix de la Ville d'Angoulême, massimo riconoscimento per un autore europeo.

Blotch
Il re di Parigi

di Blutch
48 pagine in carta patinata opaca 150 g/m2
Copertina 300 g/m2, plastificata opaca
17x24 cm
Brossurato, rilegato a filo refe
9,90 euro
ISBN 978-88-95374-01-7


Blotch
Di fronte al proprio destino

di Blutch
48 pagine in carta patinata opaca 150 g/m2
Copertina 300 g/m2, plastificata opaca
17x24 cm
Brossurato, rilegato a filo refe
9,90 euro
ISBN 978-88-95374-09-3


Dopo la rassegna stampa potete leggere le prime cinque tavole di Blotch - Il re di Parigi.


Rassegna stampa


Gli artisti è sempre meglio non conoscerli da vicino: spesso sono egoisti, vanitosi, infidi, megalomani. Blotch, il re di Parigi, protagonista del fumetto firmato da Blutch ed edito da Q Press, è tutte queste cose e in più è pure razzista e vagamente pedofilo. Eppure fa sorridere, ed è meritatissimo il premio come Miglior album umoristico che l'albo ha ricevuto al Festival di Angoulême. La storia di Blotch, disegnatore umoristico nella Parigi degli anni Trenta, scorre via con leggerezza incantevole tra episodi di meschina rivalità con i colleghi e i timori borghesi per l'avanzata dei comunisti. I disegni sono in mirabile equilibrio tra un tratto classico e uno moderno. Davvero godibile.
C. Paglieri, Il Secolo XIX
www.ilsecoloxix.it/blog/post.php?IDBlog=24&IDPost=204

Questi strepitosi sketch raccontano le vicende di Blotch nella Parigi degli anni trenta e quaranta, vignettista di successo del settimanale Fluide Glacial, testata nata in realtà negli anni settanta. Blutch trasferisce negli anni trenta la rivista e molti dei suoi autori, con i nomi caricaturizzati: Larcenet diviene Larcenette, Blutch diventa appunto Blotch, eccetera. Maestri del disegno umoristico, sono la divertente metafora degli esponenti dell'ambiente artistico dell'epoca, quello dell'establishement: presuntuosi, simpatizzanti di Hitler e orripilati dal governo del Fronte popolare. Un ambiente di mediocri livorosi, a cominciare da Blotch, ossessionato dal sesso fin quasi alla pedofilia, debole con i forti e forte con i deboli, "ipocrita, razzista e megalomane".
F. Boille, Internazionale

[Blotch - Il re di Parigi compare più volte nella Top Ten 2007, le classifiche dei migliori 10 fumetti dell'anno redatte dai redattori e dai critici ospiti de Lo Spazio Bianco:]
Pungenti e gustosi racconti che utilizzano la borghesia parigina degli anni '30 come pretesto per ritrarre un ambiente artistico e intellettuale popolato da personaggi boriosi e ignoranti che trovano un ironico corrispettivo nel presente dello stesso Blutch.
S. Luciani, (www.flashfumetto.it)
Una trasposizione dell'oggi in una parodia divertente e mai banale.
S. Rossi, (editor, giornalista, www.lastampa.it )
La sorpresa di quest'anno: non sapevo niente di Blutch e sono rimasto davvero sorpreso dalla qualità grafica e dall'umorismo nerissimo. Finto vecchio, molto attuale.
M. R. Serra, (www.linus.net/hdoc/rubricafumetti)
Blotch è un vignettista dall'irresistibile goffaggine e cinismo che non manca mai di spiazzare il lettore e piegarlo dalle risate.
V. Stivè
www.lospaziobianco.it/4597 4600

[Nella Top Ten 2008 è Blotch - Di fronte al proprio destino, come anche
La brutta gente, a comparire più volte:]
Sorprendente, uno dei personaggi più forti (ironico, no?) visti quest'anno. Un borghese piccolo piccolo che si sente un gigante, guarda al mondo con sprezzante superiorità: forte con i deboli, zerbino coi potenti. Paffuto e azzimato nasconde nell'animo i peggiori difetti: è profondamente vile, ignorante, sessista, razzista. Quanti ne conosciamo, cosĪ? Quanto assomigliamo, noi, a questa caricatura retrò?
M. R. Serra, (Linus)
M. Stefanelli, (Università Cattolica di Milano)
www.lospaziobianco.it/5275

(...) Naturalmente la somiglianza tra nome del protagonista e dell'autore non è casuale, così come non sorprende la loro somiglianza fisica. Blutch trasporta se stesso e la redazione di Fluide Glacial, rivista che in realtà è stata fondata negli anni '70, nella Parigi degli anni '30, e senza alcun timore si disegna artista fallito e ridotto a disegnare vignette volgari. I colleghi Manu Larcenet e Michel Gaudelette diventano Larssinet e Gouttelette, e Daniel Goossens e Thiriet disegnano delle vignette umoristiche firmandosi Gossein e Jean Bonnot.
Nelle brevi storie che compongono la serie, Blotch spicca per arroganza, razzismo, vanità, presunzione, prepotenza e maleducazione. Se c'è un difetto che può rendere odioso un artista mancato, Blotch è lieto di incarnarlo per poi cacciarsi in situazioni grottesche e coprirsi di ridicolo. Ma il suo peggior difetto è la superbia che lo rende testimone inconsapevole di avvenimenti di spicco, dall'ascesa di Hergé allo sviluppo delle avanguardie pittoriche.
Blotch però non è solo sferzante comicità. Il fumetto è un piccolo gioco di matrioske: Blutch è un osservatore del Mondo da cui trae gli spunti più banali per ricavare opere triviali e rozze; a sua volta Blotch, un gradino sopra, è l'osservatore di Blutch, la cui vita banale e sgradevole è un fumetto tanto triviale e rozzo da essere comico.
Sono questo diverso livello di complessità e grado di consapevolezza che differenziano Blotch da Blutch. La stessa materia - la mota - nei due casi dà frutti artistici completamente differenti. Intenzione ed esecuzione di questo spessore - la difficoltà è alta perché Blutch rischia di scadere nello stesso umorismo basso del suo personaggio di fantasia - sono possibili solo grazie alla statura artistica e alla personalità di Blutch.
L. Siviero, 3 febbraio 2009,
fumettidicarta.blogspot.com/2009/02/blotch-il-re-di-parigi-di-blutch_03.html

Il perfido Blotch in Italia
Povera Italia. Quanto fumetto ci perdiamo! Be', non tutti, ovviamente. Chi conosce qualche lingua si salva, se vuole. Diciamo, almeno francese e inglese? Non che manchino editori a proporre anche nelle librerie della terra dell'Alighieri buone opere d'oltralpe da leggere con piacere, per carità. È il caso, fra gli altri, di Q Press che, nel segnalarci la sua presenza a Mantova Comics, ci ricorda di avere in catalogo il recente "trionfatore di Angoulême", Blutch, forte di un umorismo nero e perfido, col suo personaggio quasi omonimo, Blotch, una vera merda d'uomo, anch'egli disegnatore, ma negli anni trenta. Se fate un salto nel sito della Q Press potete vederne qualche tavola e rendervi conto voi stessi di quanto possa valere. Certo, potreste non apprezzare fino in fondo le cinque tavole generosamente offerte in visione, perché costruite attorno a un altro noto disegnatore, quel tal belga, Georges Remi detto Hergé, creatore di quel certo Tintin di cui ora un noto regista hollywoodiano vuol far dei film... Se foste francofoni, sicuramente cogliereste sfumature d'altro genere, riassaporereste per un momento i ricordi della vostra avventura preferita di Tintin letta da bambini e lo scarto emotivo tra quelle sensazioni e l'immondo Blotch sarebbe ancora più forte. Invece siete italiani. Da bambini avete letto altro (se avete letto qualcosa che vi è rimasto nel cuore, come lo è Tintin da molte generazioni per i nostri cugini al di là delle Alpi) e vi toccherà fare un salto mentale per affiancarne il ricordo a quel che viene suggerito nella breve, cattiva storia di Blotch. Ma direi che vale la pena provarci. Buona lettura.
AFnews, 22 febbraio 2009, www.afnews.info

Blotch, un fumetto tra arte d'altri tempi e ironia contemporanea
Blotch è un personaggio connotato in maniera assolutamente negativa. Sotto le vesti di un elegante francese grassoccio e ben pensante, con un passato da accademia dell'arte e un presente da "rinomato" vignettista di prima pagina della rivista nazionale Fluide Glacial, questo signore nasconde proprio quello che - smaliziati come siamo oggi - ci si aspetterebbe: non capisce un'acca di arte, è presuntuoso, razzista, sfrutta e maltratta la propria donna, in continua competizione con i suoi colleghi, gioca sporco, rode d'invidia, fa male a vedersi.
È un fumetto appunto che fa male. Il tratto dell'autore, quasi omonimo, è sottile e salta da un'eleganza di altri tempi a un underground puro, il tutto nello stesso disegno. Così due occhi altezzosi sanno diventare due vortici deformati dal dolore. Ma quel che più colpisce è una sceneggiatura forte, che scandisce il personaggio per episodi di 5-6 pagine ciascuno, in qualche modo collegati fra loro.
Alcuni episodi sono più ironici, altri più dolenti, altri ancora sono tocchi d'arte che hanno a che vedere con la fralezza della vita e della bellezza dell'uomo e della donna, sono colpi al cuore particolarmente intensi. Come quando, mentre Blotch passeggia per strada con al fianco la ragazza bruttina che è la sua nuova fiamma, viene apostrofato da una vecchia, che lo chiama per nome, lo ricorda. E gli dice: "Sono Nina", e mostra le sue orribili grazie grinzose. Lui ricorda allora come le andava dietro, e quando posò per lui nuda, eccetera, quanto l'amava. E lei gli diceva che la sua bellezza sarebbe sfiorita e lui l'avrebbe sostituita con un'altra, e Blotch, allora magro, giovane e capelluto, rispondeva idealmente: "Ti amerò per sempre!" e da lì ci si precipita nel presente, con quella vecchia cui lui getta una moneta e si allontana. Non manca un tocco finale di ironia: al tavolo Blotch dice a un amico: "Era Nina", e l'amico: "Ti lasciò per un cubista!!"
Comprate!!
P. Adelante, 14 settembre 2009, http://comic-soon.com/pedroadelante/

L'amore, il denaro, la satira
Cliccate sul titolo per leggere o scaricare in pdf l'articolo dedicato da Slowfood a Blotch, L'amore e il denaro, Atrox, Anser.
N. Ferrero, Slowfood, agosto 2009
www.slowfood.it/editore/Riviste/SLOWFOOD/IT/41/articoli/36_amore_il_denaro_la_satira.pdf




A. Fornasiero, FilmTV, marzo 2009