Oltreditoriale

Fumo di China, recensisce I Bidochon salvano il pianeta di Binet. Grazie! C'è però un errore: anche l'edizione francese è in bianco e nero e grigi, come quella Q Press. Felicemente non esiste versione a colori.
A un intervistatore che gli chiedeva se non gli veniva voglia di introdurre il colore dei suoi quadri all'interno dei suoi fumetti, Binet rispondeva: "No, nemmeno un po', perché inserendo il colore ad esempio nei Bidochon, dovrei chiudere il mio segno, mentre il vantaggio del bianco e nero consiste proprio nel suggerire grazie ad un segno aperto. Il bianco e nero mi consente cioè una grande libertà, perché posso facilmente dare volume senza perdermici troppo. Il mio segno mi permette di aggirare le difficoltà per fare arrivare al meglio un'idea al lettore. Aggiungere il colore mi creerebbe più difficoltà che vantaggi. Credo sia il caso di tutte quelle persone che sentono prima di tutto l'esigenza di esprimersi: preferiscono aggirare la montagna piuttosto che tentare di traforarla."
Anche per la grande attenzione alla qualità narrativa Binet rientra perfettamente nella linea editoriale Q Press, come un pisello nel suo baccello [cit. da Stan Laurel & Oliver Hardy]: "Il disegno è accessorio, è uno strumento che mi permette di fare arrivare il testo. Lavoro a lungo sul testo: mentre impiego tre giorni per disegnare cinque tavole, mi ci vuole un mese e mezzo per scrivere il testo! Ho imparato il mestiere dai vari Molière, Feydeau, Capra, Lubitsch o René Clair. Sono loro che mi hanno insegnato l'attenzione al giusto dosaggio: perché è una cosa complicata l'umorismo: se non ne mettete abbastanza, non è divertente, ma se ne mettete troppo, stufate tutti!"
Un abbraccio sincero ovvero in bianco e nero
Giuseppe Peruzzo
170222



La Lettura del Corriere della Sera recensisce Vento. Grazie!! Bella la definizione di Alessandro Trevisani: "apologo che parla di tempo, denaro e affetti"...
L'Oltreditoriale è aperiodico, dunque niun né gnun badi se passa più di un mese o meno di un giorno fra un Oltreditoriale e l'altro.
Nel lasso è incappato il capodanno. Dunque: buon anno! O meglio: auguri per i restanti undici dodicesimi d'anno. Ed è un augurio più dei consueti utile, dato che vi ricorda di chiedere a voi stessi: "cos'ho combinato di buono in questo primo dodicesimo d'anno?" Poco? Nulla? Industriatevi allora a combinare qualcosa di buono già a partire da oggi!
Un abbraccio annuale
Giuseppe Peruzzo
170128



Ottima Lucca Comics. Sufficientemente buona per le vendite: si sa, non sono più i tempi nei quali molti contavano su Lucca per risollevare le sorti dell'anno: ora è già felice chi si salva dalle spese. Ottima però per i contatti con i lettori. E ottima per la voglia di fare che ha insufflato in chi qui scrive. E che appunto, più che qui, scrive su files di sceneggiature e d'altro.
Altro avrei da dirvi, ad es. della bella accoglienza che ha avuto l'Oltreditoriale. Per l'intanto inizio a caricare queste righe, così che nessuno pensi male, non vedendo prosieguo al primo oltreditoriale.
Réclame: regalate libri Q Press per Natale: li spediamo in tutto il mondo con spese a nostro carico. E i libri firmati da me, firmati da me, se vi farà piacere, li manderemo, a voi o a chi ci chiederete. Prometto di applicarmi in bella calligrafia.
Un prodigo abbraccio
Giuseppe Peruzzo
161118



La bellezza di avere fra le mani un nuovo libro Q Press... E "I Bidochon salvano il pianeta" è forte e delicato: forte per il suo colore verde pineta, e delicato, perché non plastificato, per accompagnare -come "Autobio" di Pedrosa- ed esaltare il contenuto, legato all'ambiente. Un libro non poi troppo delicato, comunque: il cartoncino che con cura scelsi, come pochi altri sa affrontare la vita che lo aspetta.

Da tempo, da anni (tanto vivo "sub specie aeternitatis") pensavo all'eventualità di un blog, o meglio di utilizzare una pagina del sito per un editoriale, o un blog o quasiblog o noblog. Poi è arrivato facebook (o meglio, sono io che sono arrivato a lui)... Anche se sempre mi dicevo che è meglio fare (sceneggiare, supervisionare, tradurre, impaginare, distribuire e tutte le altre belle attività del creare e dell'editare) piuttosto che cianciare.
Però facebook, oltre a essere riservato agli iscritti -il che è già un grande limite aggiunto-, è bacchettone, censorio e ipocrita ("devi chiedere l'amicizia solo a chi conosci personalmente"). Ed è uno scrivere a beneficio di un padrone lontano e miliardario.
Anche i vari blog non possono certo dirsi liberi: i proprietari dei siti che li diffondono si riservano la possibilità di censurare i contenuti.
Così, visto che Q Press è così gentile da offrirmi una pagina del sito, la utilizzo per un oltreblog, un oltrefacebook, un oltreditoriale... Per essere meno silenzioso e per parlare a tutti: cioè a chiunque navighi in rete e ai pochissimi veri interessati e amici sinceri che vorranno leggermi.

Domani inizia Lucca Comics, e per l'undicesimo anno consecutivo Q Press sarà presente con un proprio stand (E123, padiglione Napoleone). Per cinque giorni, invece dei soliti quattro: meno male che gli stipendi dei lettori sono stati aumentati appositamente del 20%, così da poter spendere proporzionalmente di più, altrimenti il giorno supplementare si sarebbe prospettato soltanto come un aggravio di spese per gli espositori. Ma in fondo fa piacere, è come avere a disposizione una nave più grande, una vacanza (DI LAVORO) più lunga.
Con gioia, invincibile. Perché serio non vuol dire serioso: Q Press è la casa editrice più seria e corretta che esista (sperabilmente a pari merito con migliaia di altre), ma questi due aggettivi non devono spaventare, anche se ci troviamo in una nazione nella quale sono sempre più coloro che non li comprendono e praticano e ammirano aggettivi opposti. (I malafedosi tengano però aggiornato il listino prezzi, e mettano da parte trentamila euro per risarcire i danni da calunnia e/o diffamazione, nonché, nel caso seguitino e perseguitino, biancheria di ricambio per tre anni di reclusione per persecuzione. Per concorrenza sleale, p. a r., comunque superiore a quanto per i precedenti passatempi). Perché quando diciamo che Q Press è un'utopia continuamente praticata, non stiamo slogando uno slogan. Ovvero anche (non per ripeterci, ma visto che lo scrivemmo su fb, e scrivere su fb è come scrivere sull'acqua...): "Q Press l'è nenta 'n'utopìa, l'è na tòpia". Q Press non è un'utopia, è una "tòpia". Dove la tòpia è il pergolato (di viti d'uva fragola) con un tavolo e delle sedie per invitare gli amici. Ma anche stando in piedi, senza badarvi, per il piacere di incontrarci: allo stand, da domani a martedì!

Un abbraccio lucchese
Giuseppe Peruzzo
161027








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